La parola del mese

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A Vata, Dio del Vento | Glossario ayurvedico - Ayurvedic Point©, Milano

A Vata, Dio del Vento

A Vata Dio Del Vento

(tratto da "Rig Veda le strofe della sapienza” di Saverio Sani) (X,168)

Io voglio ora celebrare la grandezza del carro di Vata: egli avanza spezzando, tonante è il suo mugghiare. Va lassù in alto nel cielo riempiendo l’aria di rossi bagliori e attraversa la terra spargendo la polvere…

Vasanta, significato | Glossario Ayurvedico - Ayurvedic Point©, Milano

Vasanta

La parola vasanta deriva dalla radice sanscrita vas che significa "che brilla", "cha fa brillare" oppure "che spazza via".

Vasanta ritu è la stagione che segue quella fredda ovvero il Shishira ritu che rappresenta invece la seconda parte dell'inverno. Sia l'inverno (hemanta) che shishira ritu sono freddi, generalmente cupi e con un cielo pieno di nuvole, pioggia e neve. L'arrivo della primavera porta con sé un'azione di "pulizia" che si attua appunto spazzando via (vata) tutta la stasi di nuvole (kapha).

Vajikarana, terapia ayurvedica della fertilità | Ayurvedic Point©

Vajikarana

È un insieme di 2 parole Vaji + Karana. Vaji significa "cavallo" e Karana "strumento" o "modo per ottenere" o "modo per diventare”.
Si tratta di una terapia che attraverso l’utilizzo di formulazioni ad ingredienti erbali che hanno una specifica azione farmacologica, potenzia e nutrire il Shukra dhatu (ovvero il tessuto seminale) ed quindi agisce sul complesso sistema della riproduzione.

Pranayama, significato - Glossario Ayurvedico | Ayurvedic Point©, Milano

Pranayama

 

Allora lo yogin che ha domato le proprie passioni e osserva una dieta salutare e moderata, dopo che l’asana è stabilmente acquisito, deve praticare il pranayama, seguendo gli insegnamenti del maestro.
Quando il respiro è instabile, la mente è instabile; quando il respiro è stabile, la mente è stabile e lo yogin raggiunge la stasi: perciò è importante controllare il respiro
— Hatha Yoga Pradipika, II. 1,2

Mudrā, cos'è | Glossario Ayurvedico - Ayurvedic Point©, Milano

Mudrā

La parola sanscrita Mudrā  significa gesto o postura, e viene usata in diversi ambiti, significa anche posizione mistica e diverse sono le posizioni che gli occhi, la mani, il corpo assumono a venire definiti mudrā.
È definita l’antica arte di comunicazione fra il corpo, la mente e la coscienza.
Vi sono mudrās di carattere più fisico che vengono svolti attraverso alcuni āsanas o posizioni della pratica Yoga.
Questa categoria include i mudrās del viso delle mani e delle dita.

Mauna, Il Voto Del Silenzio | Ayurvedic Point©, Milano

Mauna

Mauna letteralmente significa "voto del silenzio". La parola di una persona deve essere pura per la sua crescita spirituale.
La pratica è importante per acquisire la purezza nella parola e per questo i testi sacri Indu la raccomandano.

Si dice che 16 giorni di mauna-vratha (voto di silenzio) siano benefici nel mese Bhadra, il sesto mese nel Calendario Indu.

Lepa

In Āyurveda, una sostanza medicamentosa che viene preparata in forma di pasta ed usata per applicazione esterna, è chiamata lepa.
Diversi sono i tipi di lepa descritti nei testi classici e vengono classificati secondo l’impiego. Di norma i lepa più conosciuti in occidente appartengono alla categoria dei Varṇya Lepa che vengono di solito applicati sul viso. Fra i significati di Varṇya troviamo “ciò che dona colore”.

Gandharva

I Gandharva  nello mitologia indiana sono personaggi ambivalenti, considerati spiriti della natura, da un lato musici e medici degli dei e dall’altro spiriti maligni.

Geni dell’aria e dei boschi dotati di eccezionali doti musicali, fungono da musicisti di corte nei palazzi degli dei; inoltre proteggono il Soma e fungono da messaggeri tra gli dei e gli uomini, propiziando i matrimoni e la procreazione, al punto che nelle Leggi di Manu, uno dei cinque tipi di unione matrimoniale previsto, viene definito il matrimonio del Gandharva.

Dhamani

La parola Dhamani deriva dalla radice “dhma” che significa “soffiare”. Vi sono differenti traduzioni dei testi classici che lo traducono in modi diversi anche se la traduzione più comunemente accettata è “arteria”.
Con questa traduzione il presupposto è che “Dhamani” si riferisca alla funzione.
Dal punto di vista ayurvedico osservando la radice ci si riferisce di norma ad un azione collegata con l’elemento Aria (Vata). Sappiamo bene che Vata (in questo contesto vyana vayu) è il responsabile del movimento così come viene espresso dalla traduzione “soffio” di rasa e rakta che si muovono insieme all’interno.

Deepana

La parola deepana deriva dalla parola Deepti che significa "accendere".

In questo contesto la intendiamo come accendere Agni. Nella scienza del Dravyaguna vengono descritte le diverse azioni  delle erbe tra cui troviamo "deepana" e “pachana". La differenza fondamentale tra le due parole la apprendiamo dal seguente verso della Sharangadhara Samhita IV Capitolo, 1° verso.

Pacennaamam vanhikrccya deepanam tadyathaa mishihi

che si traduce con:

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