Articoli divulgativi su Āyurveda e Yoga


 

Applicazione di olio di cocco sui capelli – trattamento ayurvedico estivo per nutrire e rinfrescare

Olio di cocco ed estate: freschezza, nutrimento e misura secondo l'Āyurveda

Carmen Durgā Tosto

Quando arriva l'estate, il corpo cambia linguaggio. Il calore aumenta, la pelle cerca sollievo, la digestione può diventare più delicata, il sonno più leggero, l'irritabilità più facile. Secondo l'Āyurveda, questa è la stagione in cui il principio del calore, della trasformazione e dell'intensità tende ad accumularsi: è il tempo in cui Pitta doṣa può facilmente andare in eccesso.

In questo contesto, l'olio di cocco — nārikela taila — è spesso considerato uno degli oli più adatti alla stagione calda, grazie alla sua qualità rinfrescante, dolce e lenitiva. Tuttavia, come sempre in Āyurveda, non esiste una sostanza "buona per tutti" in modo assoluto: il valore di ogni cosa dipende dalla persona, dalla stagione, dal luogo, dalla forza digestiva e dal modo in cui viene utilizzato.

L'olio di cocco può essere un grande alleato dell'estate, ma va compreso e usato con intelligenza.

Dr. Antonio Morandi, medico neurologo e fondatore di Ayurvedic Point, davanti a un'opera d'arte indiana - Dall'Occidente all'Oriente il ponte scientifico dell'Āyurveda | Ayurvedic Point©

Dall'Occidente all'Oriente: il ponte scientifico dell'Āyurveda

Natural Mag • settembre 2025
Intervista esclusiva al Dott. Antonio Morandi

Neurologo di formazione, medico ayurvedico per vocazione, il dottor Antonio Morandi è una delle figure più autorevoli nel panorama italiano ed europeo della medicina ayurvedica. In questa intervista esclusiva per i lettori di Natural Mag racconta il suo percorso personale e professionale, la scoperta dell'Āyurveda, le sfide e le conquiste di Ayurvedic Point, offrendo una panoramica lucida e appassionata sul presente e sul futuro di una tradizione medica millenaria.

Dipinto Bundi del XIX secolo: donne offrono doni all'albero di pipal (aśvattha), con Krishna e Kama tra gli alberi – mese di Baisakh

Aśvattha: l’albero che unisce cielo e terra

Carmen Durgā Tosto

Nella tradizione indiana, alcuni alberi non sono semplicemente elementi del paesaggio: sono presenze vive, simboli, luoghi di culto, speciali punti di contatto. Tra questi, il fico sacro occupa un posto del tutto speciale. Con i nomi di aśvattha, pippala, pīpal o bodhi tree, esso attraversa secoli di storia simbolica e rituale, manifestandosi come albero della conoscenza, della stabilità, della fertilità, della protezione e della rivelazione spirituale.

Piedi adornati con cavigliere mentre camminano scalzi nell’acqua, immagine evocativa del valore simbolico e rituale del piede nella cultura indiana

Il piede in India: simbolo, ritualità e prospettiva ayurvedica

Carmen Durgā Tosto

Nel contesto culturale indiano il piede non è considerato soltanto una struttura anatomica legata al sostegno e al movimento, ma una parte del corpo dotata di un profondo valore simbolico, rituale e spirituale. Il termine sanscrito più comune è pāda, parola che significa non solo piede, ma anche base, appoggio, sostegno, fondamento. Questa ricchezza semantica è già rivelatrice: il piede è ciò che porta, sostiene, radica.

Dhanvantari, divinità della medicina nella tradizione ayurvedica, raffigurato con amrita, conchiglia e cakra

Dhanvantari: simbolo della guarigione in Āyurveda

Carmen Durgā Tosto

Quando si pronuncia il nome Dhanvantari, si evoca immediatamente una delle immagini più potenti del mondo ayurvedico: la guarigione come dono divino, sapere medico e via di riallineamento dell’essere umano. Nella tradizione indiana, Dhanvantari non è soltanto una figura devozionale; è anche il custode di un principio: la salute non coincide semplicemente con l’assenza di malattia, ma con il ristabilirsi di un ordine profondo nella vita. È per questo che la sua presenza attraversa i Purāṇa, la letteratura iconografica e la memoria medica dell’Āyurveda, fino a diventare il simbolo stesso della medicina sacra e della cura totale.

Rituale ayurvedico invernale con tisana speziata per equilibrare Kapha e nutrire Vāta

Inverno: piccola guida ayurvedica per equilibrare Kapha Doṣa

a cura di Carmen Durgā Tosto

In inverno, le qualità di kapha doṣa — freddo, umidità, densità, lentezza e pesantezza — influenzano l'equilibrio psicofisico creando una tendenza generale al ristagno e all'immobilità. Sebbene queste caratteristiche, quando in equilibrio, siano fondamentali per fornire struttura e stabilità, il clima invernale  può tendere ad aggravarle, portando a una sensazione di appesantimento sia fisico che mentale.

Rappresentazione ayurvedica del Prāṇa, il soffio vitale, con i cinque Vāyu (Prāṇa, Udāna, Samāna, Vyāna, Apāna), i doṣa Vāta Pitta Kapha e i chakra, in una figura in meditazione.

Prāṇa il soffio sottile

a cura di Carmen Durgā Tosto

Nel linguaggio contemporaneo il termine prāṇa viene spesso utilizzato come sinonimo generico di “energia”.

Eppure, nell’India antica, il prāṇa non era un concetto vago o simbolico: era una realtà osservabile, funzionale e centrale, tanto nello Yoga quanto nell’Āyurveda. Definito il soffio vitale è la funzione primaria che sostiene la vita, la coscienza incarnata e la salute.

Āyurveda e Inverno | Ayurvedic Point© - Scuola e Centro di Āyurveda

Āyurveda e Inverno

(Carmen Durgā Tosto)

Ritrovare calore e stabilità nella stagione di Vāta e Kapha

L’inverno, nella visione ayurvedica, è una stagione in cui la natura invita al raccoglimento. Il freddo, il vento e la tendenza alla lentezza rendono questo periodo dominato principalmente da Vāta (il principio del movimento, secco e leggero) e da Kapha (il principio della coesione, freddo e pesante).
Per mantenere salute e vitalità, l’Āyurveda consiglia di adattare stile di vita e alimentazione per nutrire il corpo, calmare Vāta e prevenire l’eccesso di Kapha.

Āyurveda in estate: piccoli gesti quotidiani per ritrovare equilibrio | Ayurvedic Point©, Milano

Āyurveda in estate: piccoli gesti quotidiani per ritrovare equilibrio

(Carmen Durgā Tosto)

L’estate, dominata da Pitta doṣa, è caratterizzata da calore, luce intensa, attività e trasformazione. Gli elementi fuoco e acqua, quando si combinano, danno origine a qualità come il caldo, l’untuoso, il penetrante e il leggero. Queste qualità, presenti nell’ambiente, possono accumularsi anche dentro di noi, provocando squilibri più o meno evidenti.

Secondo l’Āyurveda, il modo migliore per vivere in armonia con la stagione è compensarne gli eccessi con scelte opposte nelle nostre abitudini quotidiane.

Namaste o Namaskāra: il gesto dell’unione, del riconoscimento e dell'armonia universale | Ayurvedic Point©, Milano

Namaste o Namaskāra: il gesto dell’unione, del riconoscimento e dell’armonia universale

Un saluto, una preghiera silenziosa, una filosofia di vita.
Hai mai riflettuto sul significato profondo del gesto di namaste? Quello che a prima vista può sembrare un semplice saluto è in realtà un simbolo universale di unione, armonia e riconoscimento dell’altro.

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