Nella tradizione dello Yoga, Jala Neti è una delle pratiche di purificazione più conosciute. Il termine jala significa “acqua”, mentre neti indica pulire: Jala Neti è quindi la pulizia delle fosse nasali attraverso il passaggio di acqua tiepida salata da una narice all’altra.
È una pratica semplice, antica e molto efficace, che può essere inserita nella routine quotidiana di igiene personale, soprattutto al mattino, dopo la pulizia della lingua e del cavo orale. In questo senso può trovare posto nella Dinacaryā, la routine giornaliera orientata alla salute e alla prevenzione, pur ricordando che Jala Neti appartiene in modo specifico alla tradizione yogica e non ai testi classici dell’Āyurveda.
Perché pulire il naso?
Il naso non è soltanto una via di passaggio dell’aria. È una porta di ingresso fondamentale per il respiro, per gli odori, per il contatto con l’ambiente esterno e, secondo la visione yogica, anche per il corretto fluire del prāṇa, la forza vitale.
Le mucose nasali hanno il compito di filtrare, umidificare e riscaldare l’aria che respiriamo. Polveri, allergeni, muco in eccesso e particelle irritanti possono accumularsi nelle cavità nasali, rendendo il respiro più faticoso e contribuendo a quella sensazione di pesantezza, congestione o mente “offuscata” che molti sperimentano al risveglio, durante i cambi di stagione o in presenza di allergie.
La moderna osservazione fisiologica conferma che l’irrigazione nasale con soluzione salina può favorire la rimozione del muco, migliorare la funzionalità della mucosa nasale e sostenere la clearance mucociliare, cioè il naturale meccanismo con cui le vie respiratorie eliminano particelle e secrezioni.
I benefici di Jala Neti
Praticata correttamente, Jala Neti può aiutare a mantenere le fosse nasali pulite e libere, ecco diversi benefici: può migliorare il senso dell’olfatto, alleviare disturbi respiratori come raffreddore e allergie, eliminare accumuli di muco, batteri, polvere e allergeni, idratare le fosse nasali, migliorare concentrazione e attenzione e favorire la purificazione delle nāḍī, i canali sottili attraverso cui scorre il prāṇa.
Dal punto di vista pratico, Jala Neti può essere utile nei periodi in cui si avverte congestione nasale, durante la stagione dei pollini, in caso di esposizione a polvere o ambienti inquinati, oppure quando si desidera preparare il respiro alla pratica di āsana, prāṇāyāma o meditazione.
La sensazione dopo la pratica, quando eseguita bene, è spesso quella di un respiro più ampio, una testa più leggera e una maggiore lucidità mentale.
Jala Neti e dimensione sottile del respiro
Nella tradizione yogica, il respiro non è soltanto un processo fisiologico. È anche veicolo di prāṇa e ponte tra corpo, mente e coscienza.
Liberare le fosse nasali significa predisporre il corpo a una respirazione più fluida e armonica. Per questo Jala Neti viene spesso consigliato prima del prāṇāyāma e della meditazione. Secondo la lettura yogica, una respirazione più equilibrata attraverso entrambe le narici favorisce l’armonizzazione di iḍā e piṅgalā, i due principali canali energetici laterali, associati rispettivamente alla qualità lunare e solare. Quando il respiro diventa più regolare, anche la mente tende a stabilizzarsi.
In questo senso, Jala Neti non è solo una pratica di igiene: è anche una preparazione alla presenza, all’ascolto e alla concentrazione.
Quando praticare Jala Neti
Il momento più indicato è generalmente al mattino, a stomaco vuoto, dopo aver pulito lingua e bocca. Questa sequenza è importante: prima si rimuovono le impurità accumulate durante la notte nel cavo orale, poi si passa alla pulizia delle fosse nasali, la pratica quindi può essere inserita nella routine del mattino subito dopo l’igiene orale.
In alcuni casi, per esempio durante periodi di allergie o congestione, può essere praticata anche in altri momenti della giornata, sempre lontano dai pasti. Tuttavia, non è necessario eccedere: la pratica deve lasciare una sensazione di beneficio, non di irritazione o secchezza.
Come si esegue
Per Jala Neti si utilizza una lota, un piccolo contenitore con beccuccio appositamente progettato per questa pratica. Si riempie con acqua tiepida e sale, in modo da ottenere una soluzione salina delicata, di norma per una lota di grandezza normale si usa un pizzico di sale preso con due dita.
Davanti al lavandino il busto scende in avanti parallelo al suolo mentre la testa viene inclinata leggermente di lato. Il beccuccio viene appoggiato a una narice e l’acqua scorre lentamente da una narice all’altra, uscendo dalla parte opposta. Durante la pratica si respira con la bocca, senza forzare.
Terminato un lato, si ripete dall’altra narice. Alla fine è fondamentale asciugare bene il naso, lasciando defluire l’acqua residua e soffiando delicatamente, senza chiudere con forza le narici.
L’asciugatura è una parte essenziale della pratica: non deve essere trascurata.
Una precauzione fondamentale riguarda la qualità dell’acqua, è importante sottolineare che non si deve usare acqua calda del rubinetto, per l’irrigazione nasale è raccomandato utilizzare acqua precedentemente bollita e poi lasciata raffreddare un pò.
Anche la lota deve essere lavata accuratamente dopo ogni uso e lasciata asciugare completamente all’aria.
Sale, temperatura e sensazioni corrette
L’acqua deve essere tiepida, non calda e non fredda. La quantità di sale deve rendere la soluzione il più possibile simile alla salinità naturale dei fluidi corporei. Se durante la pratica si avverte bruciore, spesso significa che la quantità di sale non è corretta oppure che la temperatura dell’acqua non è adatta.
La pratica non deve essere dolorosa. Deve essere lenta, gentile e rispettosa. Forzare il passaggio dell’acqua, soffiare con troppa energia o praticare quando il naso è completamente ostruito può creare fastidio.
Dopo Jala Neti
Dopo la pulizia e l’asciugatura, alcune tradizioni consigliano di applicare una piccolissima quantità di olio o ghee all’ingresso delle narici, con molta delicatezza. Questo può essere utile soprattutto in caso di secchezza, ma deve essere fatto con misura e attenzione.
La pratica può poi essere seguita da qualche minuto di respirazione consapevole, da prāṇāyāma leggero o da meditazione. È proprio in questo momento che molte persone percepiscono il beneficio più sottile di Jala Neti: il respiro diventa più libero, la mente più chiara, la percezione più luminosa.
Quando evitare o chiedere consiglio
Jala Neti è generalmente una pratica sicura se eseguita correttamente, ma non è adatta in ogni situazione. È meglio evitarla o chiedere consiglio a un professionista in caso di infezioni acute importanti, epistassi frequente, interventi recenti al naso o ai seni paranasali, dolore, ostruzioni severe, otiti o condizioni mediche particolari. Anche nei bambini va proposta solo con attenzione, gradualità e supervisione adeguata.
Jala Neti ci ricorda che la salute passa anche da gesti quotidiani molto semplici, pulire il naso significa prendersi cura del respiro; prendersi cura del respiro significa agire anche sulla mente; e una mente più chiara rende più naturale abitare il corpo con presenza.
In una quotidianità spesso affollata, respirare bene è già una forma di centratura, Jala Neti, se praticata con correttezza, misura e consapevolezza, può diventare un piccolo rituale di pulizia, leggerezza e ritorno a sé.

Carmen Durgā Tosto
Co-direttore della Scuola Ayurvedic Point
Direttrice del Corso per Tecnici in Āyurveda
Tecnico in Āyurveda Certificato FAC Certifica - reg. n.006 - 2020
Tecnico certificato in Āyurveda secondo la Norma UNI 11756:2019 - FAC reg. n° 006 (2020). Diploma in Āyurveda (SNA Oushadashala, Thrissur, India e IJCA Joytinat International College of Āyurveda), Insegnante Yoga (Ist. Yoga M.o C.Patrian Milano e Sūrya Chandra Marga M.a G.Cella Al Chamali Piacenza), è Vice Direttrice della Scuola di Medicina Ayurvedica “Ayurvedic Point” (Certificata ISO 9001:2015) e Direttrice del Corso per Tecnici in Āyurveda della stessa Scuola.

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