Origine e storia di 64 āsana
Autore: Devdutt Pattanaik con Matthew Rulli, Marina Mercuriali (traduttrice)
Editore: HarperCollins Italia (2026)
Formato: Libro - Pagine: 346 - 12,5x19,5cm
EAN13: 9791259855251
Un viaggio affascinante alla scoperta dei miti che hanno dato vita alla pratica dello yoga.
I nomi di molti degli āsana più popolari, come Vīrabhadrāsana, la posizione del guerriero, Hanumānāsana, spesso chiamata, impropriamente, posizione della scimmia, oppure Kūrmāsana, la posizione della tartaruga, sono ispirati a personaggi e figure della mitologia indiana. Ma chi erano, quali sono le loro storie, e in che modo sono collegati alla pratica dello yoga?
In questo libro Devdutt Pattanaik, in collaborazione con Matthew Rulli, che pratica questa disciplina da molto tempo, racconta i miti e le leggende della tradizione induista, buddhista e giainista da cui hanno avuto origine tante posizioni yoga che negli ultimi decenni sono diventate famose in tutto il mondo; e attraverso le storie di 64 āsana chiave ci aiuta a comprendere come la cultura indica affondi le sue radici nei concetti di eternità, rinascita, liberazione ed empatia che da molte migliaia di anni sono la linfa vitale dello yoga.
NOTA DELL'AUTORE
Questo non è un libro sullo yoga.
È un libro sulla mitologia che ha nutrito l'idea dello yoga.
Viviamo in un'epoca in cui il Buddha è diventato un'icona dei centri termali e in cui occuparsi della propria salute significa solo perdere peso e farsi venire gli addominali per assecondare la nostra vanità. La salute è intesa principalmente come pratica secolare, slegata dalla religione o dalla spiritualità, che invece sono rigettate con disdegno o, viceversa, affermate in maniera inutilmente aggressiva. In pochi riconoscono il ruolo psicologico e sociale della fede, o la relazione che intercorre tra la dimensione fisica, quella psicologica e quella sociale. Sta diventando sempre più difficile parlare di yoga senza cadere in aspre polemiche tra chi sostiene che sia soltanto ginnastica e chi, invece, ne rivendica la componente spirituale (mistica o occulta), religiosa (indù, buddhista, o jainista) o culturale (indiana).
Gli indù integralisti, compresi quelli che non vivono più in India, tendono a mostrarsi possessivi nei confronti dello yoga e insistono a considerarlo una pratica austera (un residuo coloniale) e devozionale, ignorando così il ruolo sensuale delle yogini e l'importanza dei poteri magici che nel folklore sono associati agli yogi. Temono inoltre che l'Occidente si stia appropriando dello yoga, mentre molti accademici occidentali, da parte loro, cercano di estirparlo dalle sue radici, affermando che lo yoga moderno deve più ai colonizzatori europei e agli imprenditori americani di quanto non debba ai saggi indiani, o alle usanze e alle credenze indù.Quindi, per evitare controversie e assicurarsi che i benefici dello yoga raggiungano il maggior numero di persone possibile, molti insegnanti dissociano lo yoga dal suo retaggio culturale e antepongono il corpo e la salute fisica alla saggezza e alla mente, per non parlare dello spirito. Di conseguenza, solo una minoranza di chi pratica lo yoga è a conoscenza della filosofia che vi è alla base, e ancora meno sono coloro che ne conoscono la mitologia, ovvero le storie, i simboli e i rituali che hanno formato la visione del mondo all'interno della quale lo yoga ha potuto svilupparsi per oltre tremila anni. Questo libro si propone di colmare questa lacuna in un modo e con un tono non pedanti ma giocosi; propone una verità, non la verità.
Molti trovano problematico l'uso dell'aggettivo indiano, preferendogli designazioni geografiche come Sudest o specifiche denominazioni religiose come indù, buddhista o jainista. Questa non è altro che la manifestazione della difficoltà degli accademici delle varie facoltà umanistiche che cercano di competere con la precisione delle scienze pure. In questo libro l'aggettivo indico è usato in linea di massima per definire le idee che hanno avuto origine e si sono sviluppate in buona parte nel subcontinente indiano e che tutt'oggi dominano le varie espressioni culturali e religiose dell'intera regione.
Il nostro non è un manuale per la pratica degli asana, anche se abbiamo inserito alcune considerazioni sulle posizioni. Non tutte le scuole di yoga li chiamano con gli stessi nomi, perciò abbiamo introdotto alcune varianti. La cultura indica non accoglie di buon grado la standardizzazione. Ogni guru si appropria della conoscenza di base e la modifica a seconda delle proprie capacità e delle proprie esperienze, tenendo conto anche di quelle dei suoi allievi. Esistono centinaia di varianti e di improvvisazioni su un ampio tema comune che allinea ciò che a prima vista può apparire incongruente.
Vi esorto quindi a leggere Yoga e mito tenendo presente che:All'interno di infiniti miti si trova una verità eterna chi riesce a vederla per intero?
Varuna non ha che mille occhi
Indra, un centinaio
io e te, solo due.















