Dicono di Noi: Quotidiano.net - 12 giugno 2026

Trattamento ayurvedico con i potali, fagottini ripieni di erbe officinali

Articolo di Loredana Del Ninno pubblicato su Quotidiano.net il 12 giugno 2026.

Una "medicina della complessità" che osserva la persona nel suo insieme per indagare come nasce lo squilibrio prima che si manifesti come malattia. Il dottor Antonio Morandi, specialista in neurologia ed esperto in Āyurveda, presidente e direttore di Ayurvedic Point a Milano, chiarisce questa pratica millenaria ancora circondata da pregiudizi.

Āyurveda, la medicina della longevità. Il medico: "Il paziente considerato nella sua complessità"

Una pratica millenaria che indaga gli squilibri psico-fisici prima che si manifestino come malattia – di Loredana Del Ninno

L'Āyurveda, il cui nome significa "conoscenza della vita" (āyus = vita, veda = conoscenza), considera il paziente nella sua interezza. "Mente e corpo formano un continuum funzionale: ciò che accade nel corpo influenza la mente, e ciò che accade nella mente influenza il corpo."

Il dottor Morandi spiega che l'Āyurveda non si occupa solo della malattia, ma dell'"intero equilibrio della persona: costituzione, digestione, alimentazione, sonno, emozioni, stile di vita, ambiente e capacità di adattamento."

I principi fondamentali: Vāta, Pitta, Kapha

Tre principi cardine caratterizzano questa disciplina. Primo: "ogni persona è unica." Secondo: il concetto di "equilibrio dinamico", dove la salute rappresenta la capacità dell'organismo di adattarsi continuamente ai cambiamenti.

Terzo è la teoria dei tre doṣa: Vāta, Pitta e Kapha, principi funzionali che descrivono movimento, trasformazione e stabilità.

"Quando questi principi sono in equilibrio, la persona funziona bene; quando si alterano, possono comparire disturbi."

Un ruolo centrale appartiene ad Agni, il "fuoco digestivo". In Āyurveda, la digestione "non riguarda solo il cibo, ma anche le esperienze, le emozioni e gli stimoli della vita. Tutto quello che deve essere trasformato e digerito. Molti disturbi nascono quando questa capacità di trasformazione si indebolisce."

Il confronto con la medicina occidentale

Il dottor Morandi evidenzia le differenze e i punti di convergenza tra i due sistemi. La medicina occidentale è "straordinaria nell'urgenza, nella chirurgia, nella farmacologia e nella gestione di molte patologie acute." L'Āyurveda, invece, parte da un'altra domanda:

"Perché questa persona, con la sua costituzione, la sua storia, il suo stile di vita e il suo ambiente, ha sviluppato proprio questo squilibrio?"

Cruciale è la sua posizione sulla coesistenza tra i due sistemi:

"Non vedo queste due medicine come nemiche. Al contrario, penso che possano dialogare molto bene, se ciascuna resta seria, competente e consapevole dei propri limiti."

Un ponte tra Āyurveda e medicina moderna

La carriera del dottor Morandi riflette questa ricerca di integrazione. Specialista in neurologia, ha lavorato negli Stati Uniti su malattie neurodegenerative, finché ha sentito la "necessità di ampliare lo sguardo, perché molti aspetti della persona, soprattutto nella cronicità, nella prevenzione, nello stile di vita e nella relazione mente-corpo, non erano sufficientemente considerati."

Ha quindi studiato l'Āyurveda in Europa e India, approfondendo "non solo la parte clinica, ma anche quella filosofica, epistemologica e metodologica, perché l'Āyurveda non può essere compresa se la si riduce a qualche erba, a un massaggio o a una dieta."

"Il mio obiettivo è creare un ponte serio tra Āyurveda e medicina moderna, senza banalizzare l'una e senza forzare l'altra."

I ruoli professionali in Italia

In Italia non esiste un albo autonomo per medici ayurvedici, ma la disciplina è riconosciuta tra le Medicine Non Convenzionali. Il dottor Morandi sottolinea l'importanza di distinguere i ruoli: la diagnosi, la prescrizione e la valutazione clinica spettano al medico. I Tecnici in Āyurveda svolgono invece:

"Un ruolo molto importante nell'applicazione pratica di trattamenti fisici, procedure, indicazioni di benessere, supporto allo stile di vita e accompagnamento della persona, sempre nei limiti delle proprie competenze."

Gli ambiti di applicazione

L'Āyurveda trova "particolare impiego nei disturbi cronici e multifattoriali": disturbi digestivi, metabolici, muscolo-scheletrici, problemi legati allo stress, al sonno, alla stanchezza, alla regolazione del peso, alla menopausa, oltre che nella prevenzione e promozione della salute.

L'obiettivo è lavorare sul terreno della persona, migliorando "digestione, metabolismo, energia, qualità del sonno, resilienza e gestione dello stress", sempre in collaborazione con la medicina convenzionale:

"Nelle urgenze, nelle patologie acute gravi, nelle malattie che richiedono farmaci salvavita, chirurgia o monitoraggi specialistici, la medicina moderna resta indispensabile."

La valutazione del paziente

La valutazione ayurvedica è molto ampia e non si limita ai sintomi:

"Si ascolta la storia della persona, non solo la storia della malattia. Si valutano costituzione individuale, digestione, sonno, energia, stato mentale, abitudini alimentari, stile di vita, lavoro, stress, ambiente e relazioni."

Stile di vita e prevenzione

Alimentazione e prevenzione occupano una posizione centrale. Importante non è solo "cosa si mangia, ma anche come si mangia." Il concetto di Agni rimane cruciale: se debole o irregolare, "anche il cibo migliore può non essere ben utilizzato."

La prevenzione consiste nel "riconoscere i primi segnali di perdita di equilibrio": digestione che cambia, sonno disturbato, irritabilità, stanchezza, tensioni ricorrenti, difficoltà di adattamento. Segnali importanti perché:

"Indicano che il sistema sta perdendo equilibrio prima che compaia una malattia vera e propria."

La base scientifica

Sul fronte scientifico, il dottor Morandi invita a superare i luoghi comuni:

"Oggi esiste una mole significativa di studi scientifici sull'Āyurveda, pubblicati anche su banche dati internazionali come PubMed. Non è più corretto affermare genericamente che l'Āyurveda non abbia basi scientifiche o che non sia oggetto di ricerca."

I pregiudizi da superare

"Il primo equivoco è pensare che l'Āyurveda sia solo massaggio, tisane, spezie o benessere esotico. Il secondo è credere che, essendo naturale, sia sempre innocua. Il terzo è considerarla automaticamente non scientifica solo perché nasce da un sistema tradizionale."

Il consiglio per chi vuole avvicinarsi

A chi desidera avvicinarsi a questa disciplina, il dottor Morandi consiglia prudenza e consapevolezza: "Rivolgersi a professionisti seri e formati, diffidare delle promesse miracolose e iniziare dalle basi: alimentazione regolare, buon sonno, movimento adeguato, ascolto del corpo e cura dello stile di vita."

"Avvicinarsi all'Āyurveda seriamente significa non cercare qualcosa di alternativo alla medicina, ma un modo più ampio, profondo e responsabile di comprendere la salute."

 

Leggi l'articolo originale su Quotidiano.net.

Dr. Antonio Morandi Medico Ayurvedico | Ayurvedic Point©, Milano

Dr. Antonio Īśvara Morandi

Direttore della Scuola Ayurvedic Point


Medico, Neurologo ed Āyurveda Vaidya (Āyurveda Academy, Pune, India - Joytinat International College of Āyurveda), è co-fondatore, assieme a Carmen Tosto, di Ayurvedic Point di cui è Chairman e Direttore dal 2002 della Scuola di Āyurveda “Ayurvedic Point”, certificata ISO 9001:2015 e il cui Corso per Tecnici è qualificato secondo la normativa UNI 11756:2019. Il Dr. Morandi è anche Presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica (S.S.I.M.A.)

Autore
Author: jole

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