Carmen Tosto

L’Āyurveda considera l’essere umano non come un'entità isolata, ma come una concentrazione di energia immersa in un campo energetico più vasto, l’ambiente, al quale è intimamente collegata. Per preservare la propria salute ciascuno di noi deve imparare a “danzare” a ritmo con la Natura che lo circonda adattandosi ai suoi cambiamenti. 

Vedere il mondo attraverso la pelle

Dr. Antonio Morandi e Carmen Tosto 

Twacha è il termine sanscrito che viene più frequentemente utilizzato in Āyurveda per indicare la pelle.
La parola Twacha deriva da Twach-Savarne Shatu che significa “ciò che copre i tessuti in modo omogeneo” e quindi ciò che copre il corpo.

L’Āyurveda presta un’attenzione particolare alla pelle; essa è infatti assieme al cuore la sola struttura a possedere negli antichi testi classici una dettagliata, e sotto molti versi strabiliante, descrizione della struttura anatomica e non solo funzionale.
Strabiliante perché queste descrizioni appartengono a testi di epoca remota e risulta incomprensibile come potesse essere nota in quel tempo la struttura anatomica microscopica.

Il presente ed il futuro dell’Āyurveda

Dr. Antonio Morandi

(traduzione dell’articolo apparso su Dhanvantari - Journal of Ayurveda. 2014 Vol.1 n.1: 21-28)

Credo che in ogni cosa ed avvenimento vi sia una precisa ragione e quindi anche in questa occasione della ri-nascita di questo prestigioso giornale, che dopo decenni di silenzio riprende con rinnovato vigore la sua attività. Il nome stesso del giornale, Dhanvantari, ne esprime la forza e la vitalità così come la divinità stessa ispiratrice e protettrice dell’Āyurveda, avatar di Viṣṇu, preserva e mantiene in questo caso la conoscenza della Scienza della vita. Preservare la conoscenza dell’Āyurveda è infatti un elemento di fondamentale importanza in questo momento storico dominato spesso dalla confusione, dalla frammentazione e dall’incertezza. Sicuramente l’Āyurveda non ha bisogno di essere preservata, essa è Dhanvantari, ovvero è la preservazione e la vita stessa, ma la sua conoscenza da parte degli uomini ne ha bisogno, eccome.

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dr.Antonio Morandi - Carmen Tosto
Cibo, sesso e sonno sono le basi dell’esistenza secondo la visione indiana della vita. Solo l’essere umano ha la capacità di apprezzare e vivere profondamente queste tre attività che sono comuni, comunque, a tutti gli esseri viventi. L’Āyurveda ha una visione unica ed originale della sessualità, dovuta alla sua peculiare capacità di osservare l’essere umano in modo globale e nella sua unicità.
Questo vuol dire che, per esempio, le relazioni fra il corpo e la mente non sono frammentate ma sono piuttosto considerate come un’unità inscindibile. Sappiamo bene che il modo di avvicinarsi e vivere il sesso è profondamente diverso fra maschi e femmine. Questa diversità è dovuta ad aspetti fisiologici e psicologici, a cui si aggiungono ovviamente i condizionamenti sociali e morali, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti mentali e psicologici.
Carmen Tosto - dr.Antonio Morandi
Uno dei più recenti trend salutistici in voga negli ultimi tempi è la pratica chiamata Oil pulling”
Ovviamente non è una “nuova” pratica ma deriva dalle antichissime indicazioni mediche descritte dall’Āyurveda ed originate in India 4000 anni fa.
Ciò che viene chiamato oggi “Oil pulling” è in realtà una delle più comuni pratiche indicate dall’Āyurveda nel regime igienico giornaliero (dinācaryā) che vengono eseguite la mattina allo scopo di pulire e purificare il corpo.

a cura di dr.Ernesto Iannaccone

“Ayurveda amritanam”, ossia “l’Ayurveda è (il migliore) fra i fattori d’immortalità”.
Questa breve sentenza di due parole è tratta dalla Charaka Samhita, il trattato più antico ed autorevole sulla medicina ayurvedica. Essa rimarca, amplificandolo, il proposito principe dell’Ayurveda: consentire ad ogni uomo di vivere a lungo ed in salute. Il termine amrita, infatti, oltre che “immortalità” significa anche “nettare”. E qual è il nettare della vita se non la salute? Benessere e longevità sono due concetti inseparabili tra loro. Una vecchiaia che si trascina nelle malattie e nella sofferenza non può costituire il ragionevole obiettivo di una scienza della vita qual è l’Ayurveda.

Natura e Benessere n. 26 – pag. 14/20 (2008)
a cura di: dr. Antonio Morandi, Carmen Tosto

Secondo la Scienza della Vita, l’orologio doshico scandisce il nostro quotidiano. Vivere ogni giorno seguendo le pratiche ayurvediche vuol dire sfruttare al meglio le correlazioni tra l’ambiente ed il nostro organismo. Dal risveglio al riposo notturno, ecco un esaustivo programma per vivere a lungo sani e in armonia.
Il termine Dinacharya indica, per l’Āyurveda, il tempo intercorrente tra l’alba ed il tramonto, il periodo del giorno in cui l’attività deve essere massima sia riguardo la propria attività lavorativa, fisica ed intellettuale, sia volta all’assunzione del cibo ed alla promozione attiva della propria salute, mentre per Ratricharya si intende il tempo dedicato alla notte.
In Āyurveda, infatti, nulla è lasciato al caso; intime e strette correlazioni fanno sì che tutti gli elementi animati ed inanimati siano coinvolti in un continuo gioco di equilibri, là dove tutto influenza tutto. Le interazioni sono sempre reciproche e si trasmettono in sequenze infinite. Ogni nostra minima azione, così come il più piccolo segnale dell’intero organismo, si ripercuote nell’ambiente propagandone gli effetti.

Natura e Benessere n.24 – pag. 57/60 (2007)
a cura di: dr.Antonio Morandi, Carmen Tosto

“Il corpo intero è fatto di sostanze untuose e tutta la vita dipende da esse”
(-Sushruta Samhita, Cikitsa Sthana.XXXI-)

In India viene da sempre fatto un abbondante uso di sostanze oleose in varie forme e modalità, dagli usi personali e domestici, agli impieghi più sacri nei templi. Non c’è donna indiana che non usi fragrante olio di cocco sulla testa ma, oltre all’innegabile effetto estetico di ottenere splendidi capelli luminosi, l’oleazione quotidiana della testa ha altre importanti applicazioni.
In Ayurveda l’oleazione di corpo e testa è prevista nella routine igienica quotidiana (chiamata Dinacharya) e, nel testo classico ayurvedico Caraka Samhita, viene detto:
“Se una persona pratica regolarmente il massaggio d’olio, il suo corpo non risente di ingiurie o del lavoro più duro. La sua struttura fisica diventa forte, flessibile ed attraente. Mediante questa pratica il processo dell’invecchiamento è rallentato” (C.S. Su.V, 88-89).

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