E’ la parola che indica l’ombelico. La parola Nābhi significa anche: centro, punto di giunzione, casa, relazione, affinità, origine, capo. 
La parola indica anche il nome del punto Marma ad esso collegato, la dimensione del punto è di 4 aṇguli e controlla pacāka pitta e samāna vāyu. 

Letteralmente upa-ni-shad significa vicino a (upa) oppure ai piedi (ni), sedersi (sad), sedersi vicino a qualcuno; si accenna così in primo luogo al rapporto fra maestro e discepolo. Quest'ultimo siede con umiltà e venerazione ai piedi del guru per ascoltarne la saggezza. Upanishad in quanto tranquillo, attento atto del sedersi, significa perciò anche che la venerazione o la meditazione sono l'unico modo adeguato per avvicinarsi a quest'ultima realtà.

E’ il tridente, letteralmente “ le 3 lance”, che il Dio Shiva tiene nella mano destra, l’origine del Trishula è descritto nel Vishnu Purana

Le tre punte del Trishula hanno diversi significati
Rappresentano
la trinità -Brahma, Vishnu, Mahesh; Sarasvati, Lakshmi e Kali; 

A VATA DIO DEL VENTO (tratto da "Rig Veda le strofe della sapienza” di Saverio Sani) (X,168)

Io voglio ora celebrare la grandezza del carro di Vata: egli avanza spezzando, tonante è il suo mugghiare. Va lassù in alto nel cielo riempiendo l’aria di rossi bagliori e attraversa la terra spargendo la polvere…..

La parola vasanta deriva dalla radice sanscrita "vas" che significa "che brilla", "cha fa brillare" oppure "che spazza via". Vasanta ritu è la stagione che segue quella fredda ovvero il Shishira ritu che rappresenta invece la seconda parte dell'inverno. Sia l'inverno (hemanta) che shishira ritu sono freddi, generalmente cupi e con un cielo pieno di nuvole, pioggia e neve. L'arrivo della primavera porta con sé un azione di "pulizia" che si attua appunto spazzando via (vata) tutta la stasi di nuvole (kapha).

È un insieme di 2 parole Vaji + Karana. Vaji significa "cavallo" e Karana "strumento" o "modo per ottenere" o "modo per diventare”.
Si tratta di una terapia che attraverso l’utilizzo di formulazioni ad ingredienti erbali che hanno una specifica azione farmacologica, potenzia e nutrire il Shukra dhatu (ovvero il tessuto seminale) ed quindi agisce sul complesso sistema della riproduzione.

“Allora lo yogin che ha domato le proprie passioni e osserva una dieta salutare e moderata, dopo che l’asana è stabilmente acquisito, deve praticare il pranayama. seguendo gli insegnamenti del maestro.
Quando il respiro è instabile, la mente è instabile; quando il respiro è stabile, la mente è stabile e lo yogin raggiunge la stasi: perciò è importante controllare il respiro”
(Hatha Yoga Pradipika, II. 1,2)

La parola sanscrita Mudrā  significa gesto o postura, e viene usata in diversi ambiti, significa anche posizione mistica e diverse sono le posizioni che gli occhi, la mani, il corpo assumono a venire definiti mudrā .
E’ definita l’antica arte di comunicazione fra il corpo, la mente e la coscienza.
Vi sono mudrās di carattere più fisico che vengono svolti attraverso alcuni āsanas o posizioni della pratica Yoga.
Questa categoria include i mudrās del viso delle mani e delle dita.

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