Vyāyāma

Viene normalmente tradotto con esercizio fisico ma la definizione più appropriata è: ogni karma (azione) che procura āyāsa ossia stanchezza o esaurimento.

Estratto da un testo del dott. Ernesto Iannaccone

Āptopadeśa

Il termine āptopadeśa è un composto formato da due parole: āpta ed upadeśa.

Upadeśa significa in senso generale “insegnamento”; āpta è il participio passato del verbo āp, “arrivare” o in senso transitivo “ottenere”.

A cura del dott. Antonio Morandi

Āyu

La parola Āyu è generalmente tradotta come vita. Ma se andiamo a verificare l’etimologia ed il reale significato dal sanscrito, otteniamo ulteriori informazioni.

Il termine Āyu deriva dalla parola originaria इण् गतौ (iṇ gatau). Iṇ è la radice che significa Gati, che a sua volta significa movimento in generale, ma in particolare movimento di allontanamento e movimento di cambiamento.

Estratto da un testo del dott. Ernesto Iannaccone

Rasāyana

Il significato del termine rasāyana è così illustrato dalla Caraka Saṃhitā

La terapia rasāyana è il mezzo per ottenere l'eccellenza di rasa e degli altri tessuti.

La comprensione di questa definizione richiede un approfondimento grammaticale. Il termine rasāyana costituisce un composto ottenuto a partire dall'unione dei due temi nominali rasa ed ayana.

a cura del Dr. Antonio Morandi

Guṇa

Con il termine Guṇa si descrivono le proprietà percepibili che derivano dalle varie configurazioni dinamiche degli elementi costitutivi della materia. Il termine generico Guṇa viene infatti tradotto generalmente con la parola “qualità”, tuttavia uno dei significati di questa parola è “corda” ad indicare il ruolo dei Guṇa come collegamenti tra il soggetto percepiente ed il mondo materiale.

a cura del Dr. Antonio Morandi

Dhātu

I Dhātu in Āyurveda sono considerati le basi strutturali di un organismo e sulla base di questo assunto questo termine viene generalmente tradotto come “tessuto”.

a cura di Carmen Tosto

Vati

Vati, gutika o gulika sono sinonimi ed indicano le pillole o le compresse utilizzate dal sistema medico ayurvedico.

a cura di Carmen Tosto

Ākāśa

Dalla radice kāś, “brillare”, “essere visibile”, “manifestarsi”, preceduto dal prefisso ā, indicante un movimento, talvolta di ritorno (come ad esempio nel caso di gam, "andare" ed āgam, "venire").
Il termine ākāśa racchiude dunque in sé l’idea di una luminosità intrinseca, di un brillio che si diffonde e getta luce su ciò con cui viene a contatto.

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